La lotta contro gli sfratti nella Spagna della bolla immobiliare

Pubblicato en MO* Magazine

Ritratto di Ada Colau, portavoce della PAH, la piattaforma che ha posto l’attenzione sul diritto alla casa e ha messo in crisi le banche spagnole.

Ritratto di Ada Colau, portavoce dell'associazione spagnola PAH.

Ritratto di Ada Colau, portavoce dell’associazione spagnola PAH. Foto © Italo Rondinella

Il brusio nella sala cresce di minuto in minuto. Alcune persone, riunite in gruppetti, parlano tra di loro animatamente. Altri, i più anziani, sono seduti. In un angolo di questo locale al pianterreno di un quartiere popolare di Barcellona, una decina di bambini giocano e gridano. D’improvviso, il tono del brusio si abbassa. Ada Colau entra dalla porta e saluta. Molti le stringono la mano, altri le rivolgono un sorriso. Tutti fanno silenzio e prendono posto sulle sedie riunite in circolo. Lei, al centro, si toglie la giacca, prende il microfono e comincia: “Benvenuti. Ora vi prego di ascoltare tutti. In questa piattaforma non facciamo magie. Ma sappiamo lottare contro le entità finanziarie e abbiamo raggiunto piccole grandi vittorie. Abbiamo dimostrato che si può fare!”.

Di fatto, durante i suoi quattro anni di vita, la PAH (Plataforma de Afectados por la Hipoteca), l’organizzazione che difende i diritti delle persone che non possono più pagare il mutuo, di vittorie ne ha ottenute parecchie. Molte di più di quante Ada Colau e il suo compagno Adrìa Alemany avrebbero immaginato quando la fondarono, nel febbraio del 2009. Da allora, ogni venerdì pomeriggio centinaia di persone si riuniscono in assemblea per raccontare il loro caso e trovare una soluzione. “Quando ci siamo riuniti per la prima volta”, racconta Colau, volto e voce della PAH, “sapevamo che in Spagna c’erano moltissime persone che erano state sfrattate dalle loro case perché non potevano più pagare il mutuo alle banche, ma non avremmo mai immaginato che fossero così tante”.

Sebbene le istituzioni spagnole non forniscano dati ufficiali, si calcola che gli sfratti dall’inizio della crisi economica, nel 2008, alla fine del 2012 siano stati 171.110. Solo nel primo trimestre del 2012, secondo il Consiglio Generale del Potere Giudiziario, sono stati realizzati 46.559 sfratti forzosi, 517 al giorno. Un dato controverso, se si considera che tra il 1998 e il 2007 in Spagna lo stock di abitazioni è aumentato di 6,6 milioni – un volume superiore a quello di Germania, Francia e Italia insieme – e che attualmente ci sono 3 milioni di case vuote.

Ada Colau spiega che la PAH è nata proprio per rispondere a questa emergenza sociale e per rivendicare il diritto ad un alloggio dignitoso. La sua proposta, pertanto, si articola in tre obiettivi: l’estinzione del debito con la consegna alla banca dell’immobile (Acceptance in lieu); una moratoria di tutti gli sfratti, e la conversione delle abitazioni pignorate in alloggi sociali in affitto. “I mutui che sono stati firmati in questi anni contenevano clausule illegali, confezionate ad arte dalle banche”, spiega Colau. Solo quando la bolla immobiliare è scoppiata sono emerse le responsabilità di chi ha fomentato la febbre speculativa. “Ma al momento ne stanno pagando le conseguenze soltanto quelli che non possono più pagare le rate del mutuo”, ribasce. “Noi invece lottiamo per dare una seconda opportunità alle persone che si trovano in questa situazione e per non condannarle per tutta la vita”. Il successo dell’iniziativa è dimostrato anche dalla rapidità con cui sono state aperte 149 sedi locali della PAH in tutta la Spagna, ognuna indipendente e radicata nel suo territorio ma tutte coordinate tra loro attraverso le reti sociali.

Nonostante da vario tempo i suoi attivisti siano riusciti con le loro azioni eclatanti a bloccare centinaia di sfratti e ad obbligare i dirigenti dei più importanti istituti finanziari spagnoli ad accettare l’Acceptance in lieu, la PAH ha raggiunto la popolarità quando, nel febbraio del 2013, ha presentato alle Cortes del Parlamento spagnolo una iniziativa di legge popolare (ILP) con le proprie proposte, supportate da un milione e mezzo di firme, tre volte tanto la quantità richiesta. Durante la presentazione in commissione, Colau non ha avuto timore a chiamare “criminale” il rappresentante delle banche. “Lo rifarei senza alcun dubbio”, ribadisce con determinazione, seduta nell’ufficio della Ong Observatori DESC, in cui lavor. “Anzi, credo di essere stata assolutamente prudente e misurata nell’uso delle parole”. Il 14 marzo scorso inoltre la Corte di Giustizia dell’Unione Europea, con sede in Lussemburgo, ha stabilito che la legge spagnola sugli sfratti non garantisce ai cittadini una protezione sufficiente di fronte alle clausule abusive dei contratti e pertanto vulnera la normativa comunitaria. Un’altra piccola grande vittoria.

“Non ce l’avremmo mai fatta senza Ada e la PAH”, racconta Matías, un’attivista della piattaforma. Alcuni mesi fa González Barquero ha ottenuto il condono del suo debito con la consegna della casa che aveva comprato. Ci è riuscito dopo essere rimasto per due settimane accampato davanti alla succursale della banca BANKIA, con cui aveva contratto il mutuo. Alla fine, esausto, si è travestito da galeotto ed è riuscito ad infilarsi nella sede di Barcellona. Ad accompagnarlo, c’era Ada Colau. “Per me è stata una salvezza. Lei è un angelo”, afferma González Barquero, impegnato a fare in modo che anche agli altre venga rinegoziato il debito.

Tuttavia, proprio la popolarità degli ultimi mesi ha scatenato una campagna mediatica contro la PAH e in particolare la sua portavoce. Alcuni esponenti del Partito Popolare (PP), il partito conservatore al governo, hanno insinuato che nella piattaforma ci fossero terroristi dell’ETA. Altri, come la delegata del governo Cristina Cifuentes, hanno accusato Colau di essere una nazista, per aver organizzato gli escrache, delle manifestazioni di protesta davanti alla casa dei parlamentari del PP. Praticamente tutti i mezzi di comunicazione di destra, poi, hanno passato al setaccio la sua vita privata, alla ricerca di qualsiasi elemento che potesse metterla in difficoltà o in contraddizione. Ma a parte una breve partecipazione in un programma televisivo di una decina di anni fa, non sono riusciti a dimostrare nessuna di queste illazioni. Colau afferma che la campagna mediatica contro di lei è stata orchestrata per gettare discredito sull’attività della PAH. E aggiunge che se fosse stata un uomo, non avrebbe ricevuto tanti attacchi bassi. “È considerato normale trattare una donna giovane e per di più attivista sociale con condiscenza, paternalismo e addirittura disprezzo”, sostiene. “È come se mi volessero sgridare come una bimba piccola. Quando invece è evidente che noi donne in questa situazione diventiamo delle leonesse, pur di difendere la nostra casa e i nostri familiari”.

Al momento il successo più grande la PAH lo ha raggiunto in Andalucía, dove è stata da poco approvata una legge regionale che permette l’espropriazione delle case di prprietà delle banche in favore di famiglie a rischio di esclusione sociale e multe molto alte per le stesse banche che non affittino le loro proprietà. Al contrario, la PAH ha disconociuto la legge che il PP ha fatto approvare dal Parlamento spagnolo, in quanto, secondo la piattaforma, il governo ha ammorbidito tanto le proposte contenute nell’ILP presentata a febbraio che le ha rese inservibili. “Noi continueremo ancora a lottare”, asserisce Colau. “Siamo coscienti che lo Stato non sta fornendo risposte al malessere sociale. Noi invece stiamo proponendo delle soluzioni e fino adesso abbiamo raggiunto i nostri traguardi. Perché siamo convinti che sí, si può fare”.

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