Così il successo sta uccidendo Barcellona

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I numeri sono inequivocabili. Più di 27 milioni di visitatori. 7, 5 milioni di turisti ospitati in hotel, per un totale di 16,5 milioni di pernottamenti all’anno. Primo posto in Europa e quarto nel mondo per numero di crocieristi. Sesta città al mondo nel ranking del turismo congressuale. Sono i numeri di un successo? “Senza dubbio, si tratta di un enorme successo!” risponde Gabriel Guilera, direttore di comunicazione del consorzio Turisme de Barcelona, l’ente creato dall’amministrazione comunale, dalla Camera di Commercio e dalla fondazione Barcelona Promoción per promuovere la capitale catalana. “Qualsiasi altra città vorrebbe trovarsi nella nostra situazione. Siamo diventati un punto di riferimento in quello che considero l’esclusivo club delle città mondiali”. Eppure, da qualche tempo a questa parte, qualcosa scricchiola nell’oliato meccanismo che ha permesso a Barcellona di quintuplicare in poco più di 20 anni il numero di visitatori. Sigue leyendo

“Barcellona è una città ‘urbanale'” – Intervista a Francesc Muñoz

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Francesc Muñoz è professore di Geografia Urbana all’Università Autònoma di Barcellona e Direttore del suo Osservatorio dell’Urbanizzazione. Collabora anche con l’Istituto Universitario di Architettura di Venezia. La sua ultima pubblicazione è “urBANALización: paisajes comunes, lugares globales” (Urbanalizzazione: paesaggi comuni, luoghi globali), che nei prossimi mesi sarà tradotto e pubblicato anche in Italia.  Sigue leyendo

Sotto il cielo della Rambla

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Lì, davanti a tutti, c’è Javier Ocaña. È stato tra i primi ad arrivare. Quasi tutti quelli della fila lo conoscono e si avvicinano per salutarlo. Lui, sorridente, distribuisce alcuni degli oggetti che ha trovato durante la giornata: a una donna passa una bottiglietta di Coca Cola, ad un altro braccialetto. Ai suoi piedi, un cesto per la spesa zeppo di arnesi. “Sai”, mi dice, “io sono come ‘Sberla’” dell’A-Team: il mio obiettivo è procurare quello agli altri costa fatica. Per questo, raccolgo per strada ciò che può essere utile e lo riutilizzo”. Dell’affascinante protagonista della serie TV, Javier ha anche la rasatura impeccabile e un sorriso malizioso che coinvolge anche gli altri suoi compagni, alcuni dei circa 3.000 senzatetto che vivono a Barcellona. Un numero che, secondo uno studio della Rete di attenzione alle persone senza fissa dimora della città, è aumentato del 32% dal 2008 al 2012 ed è sicuramente cresciuto negli ultimi mesi.
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Quando piovevano bombe italiane

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Il dispaccio non contemplava remore: «Iniziare da stanotte azione violenta su Barcellona con martellamento costante e diluito nel tempo». Firmato: Benito Mussolini. L’ordine telegrafato da Palazzo Venezia la sera del 16 marzo 1938 era d’esecuzione immediata. Decine di bombardieri Savoia S-79 dell’Aviazione Legionaria (la Regia aeronautica Italiana sotto mentite spoglie) decollarono dall’aeroporto di Palma di Maiorca per vomitare – durante tre giorni consecutivi, per un totale di 12 raid a intervalli di 3 ore – 40 tonnellate di bombe sulla capitale catalana. Una di queste, alle 13.38 del 17 marzo, colpì in pieno centro della città un camion che trasportava dinamite. La gigantesca esplosione annientò veicoli, tranvia e interi edifici e provocò la morte di circa 500 persone. Sigue leyendo

Spagna. I matrimoni omosessuali, famiglie in piena regola

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Ruth ha 5 anni e adora gli animali. Il suo preferito è il gorilla. Nel recinto dei primati ce n’è uno con un cucciolo in braccio. Ruth non riesce a staccargli gli occhi di dosso. Ma le fa anche un po’ di paura. Per questo si aggrappa alla gamba di sua madre Mar e stringe forte la mano di sua mamma Montse. È sabato pomeriggio e i raggi di un tiepido sole autunnale scaldano i vialetti dello zoo di Barcellona, vocianti di bambini e affollati di famiglie. Come quella di Ruth e delle sue mamme Montse Mota e Mar Sevillano, che lo scorso 6 novembre hanno celebrato la sentenza del Tribunale Costituzionale spagnolo che ha dichiarato valida la legge che regola il matrimonio tra persone dello stesso sesso. Sigue leyendo

Gli Iaioflautas, la nuova avanguardia degli indignati spagnoli

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Adrián Rizquez, uno degli Iaioflautas spagnoli. © Angelo Attanasio

Si riconoscono subito, con la pettorina fosforescente e i capelli argentati. Hanno solo un anno, ma non manca loro l’esperienza. Nelle sempre più frequenti manifestazioni di protesta, tutti li vogliono accanto, per ascoltare la loro opinione o solo per sentirne l’appoggio. Sono gli Iaioflautas, i nonni ribelli, la nuova avanguardia del movimento degli indignati spagnoli. “Sono qui affinché le nuove generazioni vivano meglio di noi”, afferma orgoglioso Adrián Rizquez, 76 anni portati con leggerezza. Lui si è unito al gruppo fin dal primo giorno, per lottare per i diritti dei suoi nipoti adolescenti e per quelli di tutti gli altri. “O per tutti o per nessuno”, scandisce, e nella sua consegna riverbera l’eco delle sue battaglie contro il franchismo, condotte tra le file dell’allora clandestino Partito Comunista.

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