Belfast. L’eredità dei ‘Troubles’

Pubblicato in La Repubblica – Le inchieste

Belfast, protests in catholic Ardoyne neighborood during 12th of July Orange March. © M. Ansaloni

La voce di Séanna Walsh non ha alcun tentennamento. “Anche se lo avessi fatto, non lo direi qui, adesso, davanti a un registratore. Perché non sono mai stato inquisito per un fatto del genere”. Nessuna inflessione, nessun cambio nel suo timbro. “Sono stato arrestato per possesso di armi, per aver pianificato un attentato dinamitardo all’esercito britannico”. Neanche una scossa. “Ma non sono mai stato condannato per omicidio”.  Sigue leyendo

Mitrovica. La generazione del ponte

Pubblicato in La Repubblica – Le inchieste

Mitrovica, orthodox cemetery. © M. Ansaloni

L’Ibar è un fiume carico di storie e di legende. Nasce dalle montagne del Montenegro e, prima di arrivare in Serbia, passa per il Kosovo, dove si fa imbrattare dai canali di scolo di Mitrovica che sgorgano da entrambe le rive della città. Su quella nord, appoggiato su una balaustra di cemento del ponte principale, Todor Milovič fuma una sigaretta. Sigue leyendo

Mostar. Vent’anni dopo

Pubblicato su La Repubblica – Le inchieste

Mostar, Stari Most. © M. Ansaloni

Un colpo. Poi un altro. Un’altro ancora. Infine, un’enorme nube di acqua che si staglia nell’azzurro del mattino del 9 novembre del 1993. Subito dopo, dalla collina Hum, che domina la città di Mostar, cadeva il silenzio. Esattamente dallo stesso punto in cui ora si alza una croce di 33 metri, l’artiglieria delle forze armate croate (HVO), guidate dal generale Slobodan Praljak, compiva la sua missione: distruggere lo Stari Most, il ponte vecchio, simbolo della città dal 1566. Quel mattino, insieme alle pietre intagliate dagli artigiani ottomani, finivano nelle acque del fiume Neretva secoli di komšiluk. Il cordiale rapporto di vicinanza tra persone di diversa tradizione e religione, che aveva caratterizzato Mostar più di altre città jugoslave, era portato via dalla corrente, verso un futuro di violenza e incomprensione mutua. Sigue leyendo

Chipre, al frente de Europa

Publicado en El Periódico de Catalunya 1 – 2

“Una ciudad dividida es como una persona a quien le falta un brazo. Hay circunstancias que te afectan mentalmente. Te sientes ahogado”. Lellos Demetriades conoce muy bien esa sensación de sofoco de la que habla. Fue durante 30 años, hasta el 2001, el alcalde de Nicosia, la capital dividida de la República de Chipre, que, desde el 1 de julio, asumirá la presidencia de turno del Consejo de la Unión Europea.

Desde su despacho se divisan casas derruidas, bidones de arena y alambre de púas, que conforman un sucedáneo de trinchera que interrumpe bruscamente las tranquilas callejuelas de la ciudad vieja. Un corte neto que desde agosto del 1974 parte en dos esta isla casi tres veces más grande que Mallorca, incrustada delante de las costas turca y siria. Sigue leyendo

Nicosia, la última capital dividida

Publicado en YO DONA

“En el nombre del Padre, del Hijo y del Espíritu Santo”. El obispo se dirige con paso solemne al trono desde donde oficiará el funeral. Maria Tsiaklis se santigua como manda la tradición ortodoxa. Una, dos, tres veces. Delante del altar hay dos pequeños ataúdes. Están envueltos por dos banderas: se distinguen fácilmente el azul y el blanco de la griega y el blanco y el cobre de la chipriota. Contienen los restos de sus abuelos, dos de los 1.464 grecochipriotas desaparecidos durante la invasión militar turca de Chipre, en 1974. Una luz deslumbrante rebosa por las ventanas de la iglesia, mientras, afuera, un calor intenso exprime las flores de azahar e inunda con su olor dulzón las calles de Nicosia, la última capital dividida del mundo. Sigue leyendo