“Barcellona è una città ‘urbanale'” – Intervista a Francesc Muñoz

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Francesc Muñoz è professore di Geografia Urbana all’Università Autònoma di Barcellona e Direttore del suo Osservatorio dell’Urbanizzazione. Collabora anche con l’Istituto Universitario di Architettura di Venezia. La sua ultima pubblicazione è “urBANALización: paisajes comunes, lugares globales” (Urbanalizzazione: paesaggi comuni, luoghi globali), che nei prossimi mesi sarà tradotto e pubblicato anche in Italia.  Sigue leyendo

Quando piovevano bombe italiane

Pubblicato in The Post Internazionale

Il dispaccio non contemplava remore: «Iniziare da stanotte azione violenta su Barcellona con martellamento costante e diluito nel tempo». Firmato: Benito Mussolini. L’ordine telegrafato da Palazzo Venezia la sera del 16 marzo 1938 era d’esecuzione immediata. Decine di bombardieri Savoia S-79 dell’Aviazione Legionaria (la Regia aeronautica Italiana sotto mentite spoglie) decollarono dall’aeroporto di Palma di Maiorca per vomitare – durante tre giorni consecutivi, per un totale di 12 raid a intervalli di 3 ore – 40 tonnellate di bombe sulla capitale catalana. Una di queste, alle 13.38 del 17 marzo, colpì in pieno centro della città un camion che trasportava dinamite. La gigantesca esplosione annientò veicoli, tranvia e interi edifici e provocò la morte di circa 500 persone. Sigue leyendo

I fondi neri del PP mettono alle corde il governo spagnolo

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12.600 euro ogni sei mesi. O 6.300 euro ogni trimestre. È quanto il Partito Popolare avrebbe pagato in nero, a partire almeno dal 1997, a Mariano Rajoy, attuale presidente del governo spagnolo, secondo un’inchiesta pubblicata ieri dal quotidiano El País. L’autorevole giornale ha suffragato l’accusa, destinata a scuotere alle fondamenta l’intero sistema politico del paese, con la pubblicazione dei manoscritti di una presunta contabilità parallela stilata da Alvaro Lapuerta e Luis Bárcenas, tesorieri del partito di Rajoy dal 1990 al 2009. Sigue leyendo

Spagna. I matrimoni omosessuali, famiglie in piena regola

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Ruth ha 5 anni e adora gli animali. Il suo preferito è il gorilla. Nel recinto dei primati ce n’è uno con un cucciolo in braccio. Ruth non riesce a staccargli gli occhi di dosso. Ma le fa anche un po’ di paura. Per questo si aggrappa alla gamba di sua madre Mar e stringe forte la mano di sua mamma Montse. È sabato pomeriggio e i raggi di un tiepido sole autunnale scaldano i vialetti dello zoo di Barcellona, vocianti di bambini e affollati di famiglie. Come quella di Ruth e delle sue mamme Montse Mota e Mar Sevillano, che lo scorso 6 novembre hanno celebrato la sentenza del Tribunale Costituzionale spagnolo che ha dichiarato valida la legge che regola il matrimonio tra persone dello stesso sesso. Sigue leyendo

Elezioni catalane. CiU vince, però Mas perde il suo obiettivo politico

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Musi lunghi e smorfie di delusione. Era sufficiente guardare gli occhi dei militanti del partito nazionalista CiU per capire il risultato elettorale catalano. Raccolti a decine nell’elegante Paseo de Gracia di Barcellona, aspettavano che il loro leader si affacciasse al balcone del lussuoso hotel Majestic, dove da giorni era pronta la scenografia per celebrare la vittoria in queste elezioni definite storiche. E storiche lo sarebbero state soprattutto per lui, Artur Mas, il presidente della Catalogna che, forte di un appoggio nel Parlamento regionale e nell’opinione pubblica, aveva deciso di anticiparle, con un solo obiettivo: convertirle in un referendum sull’indipendenza e raggiungere una ‘maggioranza eccezionale’ che gli permettesse di guidarne il processo. Ma non è andata così e nessuno avrebbe mai immaginato che il copione di questa vittoria avrebbe avuto un finale così agrodolce. Sigue leyendo

Gli Iaioflautas, la nuova avanguardia degli indignati spagnoli

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Adrián Rizquez, uno degli Iaioflautas spagnoli. © Angelo Attanasio

Si riconoscono subito, con la pettorina fosforescente e i capelli argentati. Hanno solo un anno, ma non manca loro l’esperienza. Nelle sempre più frequenti manifestazioni di protesta, tutti li vogliono accanto, per ascoltare la loro opinione o solo per sentirne l’appoggio. Sono gli Iaioflautas, i nonni ribelli, la nuova avanguardia del movimento degli indignati spagnoli. “Sono qui affinché le nuove generazioni vivano meglio di noi”, afferma orgoglioso Adrián Rizquez, 76 anni portati con leggerezza. Lui si è unito al gruppo fin dal primo giorno, per lottare per i diritti dei suoi nipoti adolescenti e per quelli di tutti gli altri. “O per tutti o per nessuno”, scandisce, e nella sua consegna riverbera l’eco delle sue battaglie contro il franchismo, condotte tra le file dell’allora clandestino Partito Comunista.

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La Catalogna davanti a un bivio

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INDEPENDÈNCIA. Non lasciava dubbi l’enorme striscione dietro il quale l’11 settembre scorso un milione e mezzo di catalani ha invaso con le sue bandiere gialle, rosse e blu le strade di Barcellona. Nel giorno della Diada, la festa nazionale della Catalogna in cui si commemora la caduta di Barcellona, nel 1714, nelle mani delle truppe borboniche di Filippo V di Spagna, famiglie intere, giovani e anziani sono arrivati dalle 4 provincie della regione con un obiettivo chiaro: dichiarare la Catalogna “nuovo Stato d’Europa”. Sigue leyendo